22° Motoduck - (Motoclub Street Diamond 1988)

Campotto (FE) - 24 agosto 2019

L'immagine di copertina

Nel frastagliato universo dei motoraduni Italiani quello organizzato dai ragazzi del Motoclub Street Diamond 1988 resiste inossidabile al passare del tempo e al susseguirsi delle mode, giunto quest'anno all'edizione numero 22 il Motoduck richiama sempre un gran numero di appassionati che vivono la moto e tutto quello che le ruota attorno con immutato entusiasmo.
Raduno vecchio stile in cui basta un sacco a pelo, due birre fresche da condividere con qualche amico o meglio ancora la propria donna, in fondo il segreto sta tutto qui, nell'apprezzare le cose semplici e staccare la spina quando serve. L'oasi naturale di Campotto in questo è proprio il luogo ideale dove poterlo fare.

Il programma è quello collaudato da anni, sabato pomeriggio s'intrattengono i presenti con prove di abilità e giochi. La prova di lentezza in sella alla propria moto, il lancio del barile, il tiro alla fune, che quest'anno si è svolto per fortuna senza conseguenze per i partecipanti, la gara della birra e il sempre atteso concorso di miss maglietta bagnata, che premia la vincitrice con un week end a Praga.
L'afflusso delle moto inizia a farsi corposo già dal tardo pomeriggio, la zona adibita a campeggio si anima fino a coprire anche l'ultima zolla di prato disponibile, tutti sono indaffarati a prepararsi un giaciglio per la notte.
L'arrivo delle auto americane dà una scossa alla tranquillità del raduno, sono più di una dozzina tra cui si notano diverse Mustang con modelli old style insieme a quelle più recenti che fanno bella mostra nell'area a loro riservata.
Impeccabile come sempre la zona della ristorazione che viene presa d'assalto dai bikers affamati che mostrano di apprezzare con gusto il menù proposto.
Ma è al calar della notte che il Motoduck mostra tutta la sua anima dark, il cielo è cupo e qualche lampo squarcia l'oscurità, non sono le strobo sul palco ma vere saette dal cielo che non promette nulla di buono.
La prima band a salire sul palco sono gli Hellcats, un trio che fa del buon rock'n'roll, scaldano a dovere il pubblico che pare apprezzare non poco i pezzi che snocciolano in rapida successione, in breve la platea è tutta sotto il palco in un crescendo da paura, i bis si sprecano e per finire c'è anche il coinvolgimento di tre spettatori che salgono sul palco a dar manforte.
Nella pausa per il cambio strumentazione c'è la premiazione della Bike Show, lo vince uno Sportster mentre il secondo posto se lo aggiudica una Honda Shadow con una forcella fantasmagorica che provocherebbe un sicuro infarto a qualsiasi ingegnere della motorizzazione civile.
È la volta della premiazione dei gruppi, sempre molto numerosi, tra i quali i Red Devils da Manchester e una 'squadriglia' degli Amici del Frotarol da Brescia.
La notte si fa rovente arriva sul palco Cindy & Rock History, nell'anniversario dell'evento che ha cambiato la storia musicale e sociale degli ultimi 50 anni, Woodstock, i Rock History ne ripercorre la storia con brani che sono degli autentici monumenti della musica rock.
Doors, Creedence Clearwtar Revival, Deep Purple, Queen, Kiss, AC DC, Jimi Hendrix... non c'è un attimo di respiro, Cindy la vocalist e leader del gruppo pare abbia fatto una flebo di dinamite pura, voce potente e carisma da vendere. È un crescendo di emozioni che toccano il massimo livello quando è la volta di Hotel California degli Eagles.
Ritmica potente e due chitarristi che sono due fenomeni, il palco sta per esplodere, Mattia Toso 23 anni fa urlare la sua Gibson diavoletto con energia e furore, l'altro Fabrizio De Ros è un concentrato di tecnica a bravura.
Quando attaccano 'Stairway to Heaven' dei Led Zeppelin abbiamo avuto tutti la consapevolezza che stavamo assistendo a qualcosa di irripetibile e magico, il palco ormai è tre metri sopra il cielo.

Ancora una volta i ragazzi degli Street Diamond hanno fatto centro pieno, il livello musicale che propongono da anni al Motoduck è di altissimo livello. Ormai è notte fonda, Lady Blue con il suo spettacolo sexy ci mette tutti a letto, bel Motoduck che ci dà l'arrivederci all'anno prossimo.

Testo e foto: Corrado RdT

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