54° Elefantentreffen
Loh-Solla (Germania) - dal 29 al 31 gennaio 2010

“L’Elefantentreffen non è un raduno per Harley; le moto pesanti non vanno sulla neve e sul ghiaccio...” così mi dicevano molti personaggi, spesso più attenti alla pulizia delle cromature che ai viaggi, ma dato che il mio Road King non teme né fango né neve, ho deciso di verificare dal vivo. Se dell’Elefanten se ne parla da 50 anni, ci sarà pur ben un motivo...
Per varie ragioni gli storici amici del Torino Chapter, con cui ho condiviso tante avventure in numerosi Superrally del Nord, non potevano venire ed ero ormai preparato a partire solo. Si proponevano immediatamente mio fratello Enrico, al suo primo viaggio vero in moto, con un Transalp 650, deciso a iniziare dove gli altri finiscono ed il suo amico Michele, ex campione di sci e quindi avvezzo alla neve, con una Bmw RS 1200. Tre tipologie diverse di moto contro l’inverno...
Batteria e gomme nuove; partiamo da Torino (purtroppo per impegni) solo il venerdì 29 gennaio sperando di raggiungere Solla nella tarda mattinata di sabato. Non avevamo fatto i conti con una delle peggiori settimane invernali degli ultimi decenni, con gelo e intense nevicate in Germania che, particolarmente venerdì, hanno impedito a molti di raggiungere il raduno.
Freddo ma tempo bello; ci fermiamo a Waffens, oltre Innsbruck, in una splendida Gasthof. Lauta cena e cielo stellato... Ahimè, al mattino nevicata in corso. Code disumane e chilometriche di tedeschi in viaggio per il Carnevale con blocchi continui della autostrada per nevicate sino oltre Monaco, raggiunta dopo quasi 4 ore...
Incontriamo alcuni bikers che ritornano indietro da Solla per impossibilità al mattino di percorrere gli ultimi 13 Km. Si fa tardo pomeriggio ed il tempo pare rimettersi e decidiamo, anche se ormai tardi e con molti dubbi, di proseguire comunque. Il ritardo iniziale si rivela una fortuna, infatti lasciata l’autostrada, i famigerati ultimi 13 km alle 16.30 erano stati sgombrati quasi sino in fondo dalla neve.
Paesaggio da fiaba, boschi e micro paesi immersi nella neve. Nessuna indicazione del raduno nei numerosi bivi, ma è giusto così, l’Elefantentreffen deve essere guadagnato sino all’ultimo metro.
L’ultimo Km per arrivare a Solla è una salita al 14%, ora coperta di neve marcia, sulla quale apprezzo la sella bassa del King, il suo peso e la coppia che mi permettono, dopo essermi fermato pattinando a metà salita, di ripartire e di percorrere questo tratto con i piedi piantati per terra a contrastare il posteriore che slitta in maniera preoccupante.
Raggiungo i due soci che mi avevano superato all’ultimo e pur non vedendomi arrivare non si erano preoccupati più di tanto: il rumore da peschereccio del King che proveniva dal bosco era segno evidente che procedevo.



Ore 17,30: è ormai buio ma siamo arrivati, abbiamo avuto fortuna. Lasciamo le moto all’inizio dello stradino di 1 km che porta alla mitica fossa a Loh. La discesa è impraticabile ed occupata da numerosissime moto abbandonate, sepolte dalla neve caduta sino al tardo pomeriggio.
Qualche sidecar di piccola cilindrata percorre avanti e indietro la strada nel buio. E’ notte, siamo arrivati a piedi alla fossa e finalmente beviamo una birra e mangiamo un wurstel, dopo tutto il giorno in moto ora siamo qui.


Tende e moto semisepolte ovunque nella neve, gente bloccata da giovedì. Fuochi accesi in mezzo a mucchi di neve, urla, brindisi, risa, canti, petardi e fuochi di artificio. Un sogno, sembra di essere in un accampamento di Barbari in un inverno nel medioevo.
Non stands, non bancarelle non palchi con musica, sarebbero assolutamente fuori luogo. Solo moto e bikers con le loro voci in varie lingue nella notte. Appare qualche stella e si vedono le colline e i boschi della foresta bavarese, in alto nel buio volteggia una luce: un deltaplano a motore con una torcia accesa.
Riprende a nevicare alle 21, impensabile spalare e montare le tende al buio in quelle condizioni, temiamo di passare la notte in piedi e siamo un po’ fusi. Ritorniamo indietro alle moto a Solla e troviamo ospitalità in una baracca di legno dove servono vin bruleè e birra ed insieme ad alcuni MC ed altri arrivati come noi all’ultimo, passiamo la notte alla bell’e meglio sul pavimento, mentre fuori nevica fitto e tira vento.
Cominciamo a preoccuparci per il giorno dopo e per la strada al 14% da ripercorrere in discesa. Al mattino smette di nevicare, alle 7 schiarita con sole e ritorniamo alla fossa. Dato il bello tutti smontano le tende e ritornano indietro trascinando le masserizie varie sulla strada gelata su slitte rudimentali, legate alle moto o a piedi.
Sembra la ritirata di Russia... Il fianco della collina è una tendopoli semisepolta. Enduro soprattutto di piccola cilindrata, vecchie CZ e JAWA e sidecars la fanno da padroni e si muovono bene, mentre gli altri fanno come possono, facendosi spingere ed aiutare. Ci sono ferme varie giapponesi, Guzzi, Ducati, Bmw e non sappiamo come usciranno. Alcune moto pesanti che si muovono hanno catene artigianali e non hanno grossi problemi.
Incontriamo un sacco di italiani arrivati mercoledì e giovedì anche dal Sud Italia, con le moto più svariate. Trovo due King con sidecar, un Fat Boy, un Dyna ed un paio di Sportster ed un altro King sepolto nella neve, ma chissà, magari molte altre H-D sono nel bosco o già partite.
Alle 10.30 torna scuro e prudenzialmente decidiamo di ripartire, la discesa è fattibile dati i numerosi bikers partiti presto. Ci attende un ritorno con tempo freddissimo ma col sole nella Germania cristallizzata dalla neve. Decidiamo di prolungare la vacanza fermandoci a Vomp, altro ameno paesino alle porte di Innsbruck, nel tardo pomeriggio di domenica.
Cena e birra al top. Lunedì triste ritorno alla realtà con tempo meraviglioso e freddo polare (Brennero –19 al mattino). Una bella lavata dal sale e dal fango appena arrivati a Torino e iniziamo già a pensare a ritornare l’anno prossimo. In conclusione un raduno assolutamente unico in un posto meraviglioso.
Il freddo, viaggiando ben equipaggiati e con moffole al manubrio, non è stato mai un problema.

Una esperienza da non mancare, non vediamo l’ora di ritornare il prossimo anno prendendoci 1-2 giorni di più per non arrivare al buio e preparare con calma il campo, possibilmente al mattino.

Catene anche rudimentali, autocostruite, sono sicuramente utili per non essere bloccati proprio alla fine.


Arrivederci a Loh-Solla nel 2011.
Pietro
HOG Torino Chapter

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