La creazione del Sogno Americano

Nel 50° anniversario del film che ha ispirato una generazione intera di piloti Harley, Peter Fonda racconta delle moto, la controcultura e la ricerca del Sogno Americano...

Peter Fonda

28 Luglio 2019

L'idea per Easy Rider mi è venuta a Toronto nel 1967, mentre stavo promuovendo 'Il serpente di fuoco', il film che ho fatto con Jack Nicholson (n.d.r: racconta la nottata onirica e allucinata di un uomo che ha appena fatto uso per la prima volta di LSD). Ho pensato: non sarà una pellicola su cento Hells Angels in viaggio per raggiungere un funerale di un membro degli Hells Angels; saranno solo due tizi che attraversano il West di John Ford, diretti verso New Orleans. È stato un momento fantastico. Per dare forma al film, sono partito da quello che succedeva alla fine e ho cominciato ad andare indietro negli eventi. È successo così, tra l'una e le 4:30 del mattino del 27 settembre 1967 a Toronto. Ho raccontato subito la storia a Hopper, gli ho detto "Io lo produco, tu lo dirigi e recitiamo entrambi come protagonisti". Sapevo che era la persona giusta; aveva la passione e tutto quello che serve per fare un film. Ecco com'è iniziato tutto. Dopo che mi è venuta l'idea, una delle prime cose che ho fatto è stato sedermi e buttare giù uno schizzo della moto di 'Capitan America'.
Sono stati due afroamericani, Cliff Vaughs e Ben Hardy, a trasformare in realtà l'immagine che avevo in testa da Toronto. Era a loro che dovevi rivolgerti se cercavi una moto davvero selvaggia; eravamo a Los Angeles, nel 1968, nel periodo delle Pantere Nere (n.d.r: è stata una storica organizzazione rivoluzionaria afroamericana), e tutto quello che gli interessava era dedicarsi con calma al proprio lavoro: costruire moto. Abbiamo comprato quattro Panhead dal Los Angeles Police Department, adoro quanto è stato politicamente scorretto! Abbiamo smontato i mezzi del dipartimento di polizia di Los Angeles per realizzare le due moto che guidava Dennis Hopper e le due che guidavo io. Abbiamo costruito quattro moto perché ci stavamo spostando per il paese girando senza troppa attrezzatura. Dovevamo riprendere di giorno, quindi se una moto aveva problemi, potevamo scaricare l'altra dal furgone, avviarla e ricominciare a girare.

Capitan America

''Capitan America''

La moto di 'Capitan America' ai tempi non aveva una forcella così esagerata; sono stati Cliff Vaughs e Ben Hardy che hanno deciso di allungarla: la moto era stupenda, un disastro da guidare, ma stupenda. Una delle moto l'abbiamo schiantata alla fine del film, nella scena dove vola ed esplode. Così eravamo rimasti con due 'Billy' e l'altra 'Capitan America', che abbiamo riportato in California, dove le abbiamo lasciate con Tex Hall, quello che se ne era preso cura durante il film.
Tex aveva un fienile a Simi Valley e ci teneva circa 14 moto, incluse le due 'Billy' e la 'Capitan America', ma è stato rapinato con un fucile puntato alla testa, letteralmente! Hanno rubato tutte le moto. Non avevano idea dell'importanza della 'Capitan America' perché non avevamo fatto pubblicità per il film, non avevamo né il tempo né il denaro.
Ben Hardy e Cliff Vaughs sapevano esattamente chi era stato, e così lo sapeva anche Tex Hall... Tex è andato lì e ha raso al suolo la casa dei ladri con una mitragliatrice... sì, letteralmente! Incredibile! Poi è scappato in Texas, e ovviamente i mandati di cattura non si sono fatti attendere. Siamo andati dal giudice e abbiamo fatto un accordo, noi avremmo riavuto Tex e lui si sarebbe presentato in tribunale e avrebbe scontato la sua pena. Ed è proprio quello che è successo. È stato solo in una delle scene finali, quella del "Siamo fregati" davanti al fuoco, che ci sono mancate le moto che erano state rubate, in tutte le altre scene col fuoco si vedono, almeno in parte. Sono davvero felice che così tante persone vogliano celebrare l'anniversario di Easy Rider. Il film ha cambiato la cultura nel 1969, come nulla prima di allora.

Billy

''Billy''

Easy Rider parlava di quello che stava succedendo negli Stati Uniti e le persone hanno ascoltato. È diventato l'inno della nuova generazione. È semplicemente fantastico che il film abbia avuto questo impatto sul mondo, ne sono davvero orgoglioso. Ce n'è addirittura una copia negli Archivi Nazionali, vuol dire che il governo degli Stati Uniti si assicura che ne restino una versione fisica e una digitale ben conservate... è fantastico che il governo degli Stati Uniti abbia deciso di farlo! Sapevo che sarebbe stato un successo, ma non mi aspettavo che sarebbe stato accolto con tutto questo favore dal pubblico: ero felicissimo, non potevo sperare di meglio! La cosa più importante quando l'ho scritto era smuovere le acque! Le persone guardano Easy Rider, escono dal cinema, vanno a casa... e poi pensano a cosa è successo. "Cosa voleva dire Siamo fregati?" "E perché sono morti?" Era la mia intenzione originale e ha funzionato alla perfezione. Le persone continuano a scoprire il film o si fanno convincere dagli amici che devono vederlo e così la pellicola continua a riciclarsi. Ne sono fiero, come lo sono di tutte le persone che ci hanno lavorato.

Testimonianza raccolta da Jeremy Pick