I 6O ANNI DELLA SPORTSTER

La motocicletta Harley-Davidson Sportster ha assistito a molti cambiamenti nel corso degli anni ma, nel tagliare il traguardo del suo 60° anniversario, è ancora dotata della stessa potenza leggendaria

I 6O anni della Sportster

4 Settembre 2017

A partire dal 1954, Harley-Davidson non aveva più concorrenti a livello nazionale, in quanto Indian Motorcycles of Massachusetts aveva chiuso i battenti un anno prima. Per la prima volta nella sua storia, Harley-Davidson si ritrovò a essere l'unica azienda americana produttrice di motociclette. Tuttavia, ciò non si traduceva necessariamente in una minore competizione: gli anni del dopoguerra furono caratterizzati da un'apertura degli scambi tra gli Stati Uniti e gli altri paesi e questo si tradusse in un'introduzione di prodotti costruiti all'estero, tra cui motociclette inglesi e tedesche; Norton, Triumph, BSA e altri marchi si stavano infatti facendo strada nel mercato americano. In molti casi, i loro modelli erano più piccoli, più leggeri e più economici dell'offerta tradizionale Harley-Davidson.
A dire il vero, Harley-Davidson era già a buon punto lungo il percorso di adattamento al mutato scenario e nel 1948 diede inizio alla produzione dei modelli leggeri monocilindro.
I risarcimenti di guerra consentirono all'azienda di produrre 125cc e altre monocilindriche sulla base delle motociclette tedesche in voga negli anni Trenta. Ma l'invasione britannica rappresentava una notevole minaccia: le moto sportive vendevano bene negli Stati Uniti, spingendo Harley-Davidson a controbattere con il modello K nel 1952 e con la versione KH un anno più tardi. Elvis Presley ne acquistò una (attualmente esposta nell'Harley-Davidson Museum) e queste moto diventarono la base della KR racer, uno dei modelli per dirt track racing di maggior successo di sempre. I modelli K introdussero nella dotazione Harley-Davidson la sospensione posteriore a forcellone e i cambi a pedale, ma anche per gli standard dell'epoca le loro prestazioni erano considerate scarse rispetto alla concorrenza europea.
Nel 1957 Harley-Davidson annunciò il lancio della XL Sportster, basata sul modello K ma dalla cilindrata maggiore. Questa nuova motocicletta era dotata di valvole in testa, più efficienti rispetto alle precedenti teste del cilindro delle valvole laterali. Le teste del cilindro in ferro di questa motocicletta fecero guadagnare al suo motore il soprannome "Ironhead", ovvero "testa di ferro".

I 6O anni della Sportster

XL Sportster IronHead del 1957

La Sportster ricevette delle recensioni molto positive e vendette molto di più dei precedenti modelli KH. Ancor prima della fine del 1957, l'estenuante gara Jack Pine Enduro fu vinta su una motocicletta Sportster (naturalmente con pneumatici tassellati). I costruttori di moto custom si misero subito all'opera. Una foto inviata alla rivista Cycle mostra una Sportster realizzata dalla "Scuola di chopping della California". La motocicletta Sportster era arrivata.
Appena un anno dopo, la gamma vantava già due modelli grazie alla XLCH, equipaggiata con un rapporto di compressione più elevato e accensione magnetica a prova di gara. I piloti di corse TT e di scrambler riversarono la loro attenzione sul modello "CH" a elevate prestazioni. La XLCH vide inoltre l'introduzione nelle Sportster del serbatoio del modello S del 1948. Negli anni seguenti, il termine "serbatoio peanut", dalla caratteristica forma di nocciolina americana, sarebbe diventato un riferimento comune tra gli appassionati e gli addetti alla personalizzazione dei modelli Ironhead Sportster. Il parafango accorciato della CH è ricomparso trionfalmente negli anni 2010 sui modelli Iron 883 e Forty-Eight. L'avviamento elettrico fu aggiunto alla Sportster nel 1967, accompagnato dalla promessa di offrire un "divertimento elettrico"!

I 6O anni della Sportster

Le riviste dell'epoca

Nei tardi anni Sessanta e nei primi anni Settanta si assistette a una diffusione crescente del drag racing. Le moto realizzate da costruttori privati diventarono delle leggende, come la "Super Sportster" e la "Turnip Eater" di Leo Payne, pilota di drag racing. Ma il vertice di prestazioni di una motocicletta Sportster fu raggiunto da un modello aerodinamico lungo 16 piedi e pilotato dal campione di corse Cal Rayborn a Bonneville, Utah nel 1970. Dotata unicamente di un motore Sportster e di svariati elementi di tuning, la moto raggiunse una velocità media di poco superiore alle 265 miglia all'ora, battendo il record mondiale.

I 6O anni della Sportster

La 'Turnip Eater' di Leo Payne

Il modello Sportster servì anche come base per realizzare le moto destinate al dirt track racing. La prima fu la XLR, utilizzata principalmente nelle corse TT, mentre il modello KR a valvole laterali militò nelle piste ovali. Ma quando si rese necessaria la realizzazione di una nuova dirt tracker, la Sportster prestò il design del suo gruppo motore-trasmissione alla nuova XR-750 per la stagione 1970. Nel giro di due anni, la XR-750 non solo stava conseguendo brillanti vittorie, ma ottenne anche il primo di una lunga serie di titoli stagionali del Grand National Championship.
Il numero di vittorie e campionati vinti da piloti H-D su modelli XR-750 potrebbe non essere mai eguagliato. Le motociclette Sportster divennero ancora più famose grazie alla serie televisiva della NBC "Then Came Bronson", trasmessa in Italia con il titolo "Dove vai Bronson?". Jim Bronson, giornalista deluso interpretato da Michael Parks, si mette in viaggio sulle strade d'America alla guida di un modello XLH del 1969 per scoprire il senso della vita. La serie durò solo una stagione, ma quella motocicletta leggendaria è ancora venerata oggigiorno dagli appassionati di motociclismo. I maggiori scostamenti all'interno della gamma XL si ebbero nel 1977, il primo rappresentato dal modello XLT Touring Sportster, completo di borse laterali e parabrezza, che però ebbe vita breve. L'altro era la Café Racer XLCR. La XLCR non rappresentava solamente un omaggio alle café bike britanniche degli anni Sessanta, ma era anche una rivisitazione radicale della Sportster.

I 6O anni della Sportster

La Sportster di 'Then Came Bronson'

Il parafango posteriore derivava direttamente dal modello XR-750 e anche il nuovo telaio era ispirato alle corse. Le altre modifiche annoveravano un manubrio più sportivo, introdotto per la prima volta nei modelli XL, nonché cerchi in lega a sette razze e scarico "total black". La XLCR continua a far sentire la sua influenza nel presente, compresi i modelli del 2017 Low Rider S e XL1200CX Roadster. I successi in pista del modello XR-750 ispirarono la realizzazione della XR-1000 del 1983, una moto da strada con una versione da 1000cc dell'originale XR racing mill. Ma il principale miglioramento degli anni Ottanta lo si ebbe con il motore Sportster Evolution. Come il suo predecessore Big Twin, il nuovo motore conservava gli elementi architettonici dell'Ironhead degli anni 1957-1985, ma rappresentò un importante passo avanti grazie alla circolazione dell'olio migliorata, alla facilità di manutenzione e all'accensione elettronica.
Altre pietre miliari sono segnate dal modello Sportster del 30° anniversario (1987), dall'uscita della prima moto Sportster "Hugger" nonché dalle cilindrate 1200cc (1988), dall'introduzione della trasmissione a cinque marce e a cinghia (1991) e dai primi modelli Sportster 1200 Sport e 1200 Custom (1996). La 883R fu lanciata nel 2002, rendendo omaggio alla rispettabile storia nel campo delle corse della Harley-Davidson, con elementi stilistici ripresi dalle moto XR-750. Nel corso del processo di ampliamento della Motor Company negli anni Novanta, il nuovissimo stabilimento di Kansas City, Missouri, assunse il controllo della produzione dei modelli Sportster. Il 2004 portò altri grandi cambiamenti.

I 6O anni della Sportster

XLH 1100 Sportster 30th Anniversary, 1987

La 883C e la 1200C furono dotate di un nuovissimo serbatoio da 4,5 galloni e di altri elementi stilistici. Entrambe le moto da 1200cc furono equipaggiate con camme ad alte prestazioni e teste ad alto flusso per aumentare la potenza, unitamente a pneumatici posteriori più larghi. Per una maggiore comodità, tutti i modelli 2004 Sportster montavano supporti in gomma per l'isolamento del motore. Le motociclette Sportster del 2004 vantavano un'ampia gamma di dotazioni, inclusi nuovi sistemi frenanti e altezze della sella ribassate. Alla loro introduzione, i modelli Nightster (2008), Iron 883 (2010) e Forty-Eight (2011) ripresero sia alcuni elementi stilistici classici della Sportster sia richiami alle chopper e bobber del passato. Per rendere omaggio alla storia, il nome "Forty-Eight" richiama il serbatoio peanut originale del modello S del 1948. Il 2008 ha visto la nascita della nuovissima XR1200, probabilmente la motocicletta Sportster più radicale costruita sinora. Con le sue forcelle a steli rovesciati, il forcellone posteriore in alluminio e un motore potenziato fino a 90 cavalli, la moto è stata progettata per offrire elevate prestazioni proprio come lo erano i modelli XR1000 Café Racer del loro tempo.

I 6O anni della Sportster

Una pubblicità del 1979 della Sportster AMF-Harley-Davidson

La gamma 2017 ha celebrato il 60° anniversario della motocicletta Sportster, consacrandola come uno dei nomi più duraturi nella storia del motociclismo. Il modello ha subito diverse modifiche nel corso del tempo, ma è ancora dotato della stessa potenza e stile leggendari.